domani, 16 marzo, è l’anniversario del rapimento di aldo moro e dell’assassinio dei cinque componenti la sua scorta.
per certi versi il nostro 11 settembre, anche se le proporzioni dei due fatti sono completamente diverse e la melmosità culturale del nostro paese ne ha limitato l’impatto, la visibilità e il significato.
le analogie riguardano il fatto che in entrambi i casi, pur di fronte a verità istituzionali e a colpevoli confessi, molti credono vi sia altro, molto altro, che può aiutare a descrivere come e perché quegli eventi si sono prodotti.
Complotti ?
forse no, se si intende dire con ciò che gruppi ristretti di persone ad altissimo livello si sono sedute attorno ad un tavolo ed hanno pianificato quello che doveva accadere;
forse sì invece, se si intende che oggi certe cose non le si ordina, non le si pianifica, ma si crea un contesto adatto, si selezionano i paranoici esecutori inconsapevoli, si evita di fare quello che servirebbe ad evitare le catastrofi, si dissemina il percorso successivo di trucchi e sberleffi, con un uso raffinatissimo dei media.
a volte viene chiesto ai dietrologi perché pezzi di istituzioni avrebbero dovuto volere (o non ostacolare) l’uccisione di aldo moro o l’abbattimento delle torri a NY.
state scherzando vero ?
(lo spunto mi è venuto leggendo l’intervista a Maria Fida Moro riportata da Claudio Caprara. L’intervista originale è stata fatta da Nessuno tv)