
La città obesa non è Napoli o la Campania: è sempre stata ai primi posti delle classifiche nazionali per la qualità della vita, un tempo esempio di buona amministrazione e abitata da persone dotate di un buon senso della collettività, del vivere insieme.
Questa città, che non raggiunge i 400mila residenti (non è quindi nè Shanghai, nè New York e nemmeno Roma o Milano) sta discutendo da ventanni come affrontare il problema traffico: metropolitane sotterranee o di superficie, metrotranvie o filobus su gomma, parcheggi scambiatori (spesso sottoutilizzati) e telecamere per rilevare gli accessi al centro storico, corsie dinamiche sulla tangenziale e passanti autostradali.
Risultato: il mezzo pubblico impiega, negli orari di punti, un’ora per un tragitto di tre chilometri scarsi e come a Napoli per i rifiuti, il problema incancrenisce, la colpa è di tutti quindi di nessuno, le soluzioni prospettate immancabilmente avversate.
Di chi è la responsabilità ? Certo contribuiscono, molto, quelli che un tempo erano cittadini esemplari e che oggi usano l’auto per fare shopping o per accompagnare i fanciulli davanti alla scuola o per andare in ufficio. Certo vi sono difficoltà oggettive, ma io credo che una classe dirigente, pubblica, parapubblica e privata che non sa affrontare adeguatamente questi problemi non sia una classe dirigente all’altezza.
La parte politica della classe dirigente della città obesa (selezionata non in base a idee e meriti, ma in base a fedeltà e assiduità di presenza) discute oggi non di questi problemi e di come risolverli, bensì sul fatto che l’Unione sia viva o morta, se il Pd si debba presentare alle elezioni da solo o accompagnato, quali posti vadano occupati da chi facendo apparire il tutto come una procedura democratica.
Sull’altro fronte della barricata non riescono nemmeno, tra un aperitivo e l’altro, a trovare un candidato sindaco credibile, che non sia il fresco Guazzaloca.
Napoli è distante e i rifiuti qui, per adesso, non invadono le strade. Ma il cancro, tenuto conto dei contesti diversi, pare essere lo stesso e la gente, tante volte invocata, è capace solo di rivolte a difesa del proprio particolare, della propria corporazione, della propria ignoranza.
12 Marzo 2008 alle 3:34 |
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Ciao
Michele.
18 Giugno 2008 alle 5:54 |
Somehow i missed the point. Probably lost in translation
Anyway … nice blog to visit.
cheers, Nomadically
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