Eureka !

7 maggio 2009

altan_carismaticoAugusto Minzolini è uno dei più bravi notisti politici che ci siano sulla piazza.

Oggi l’ho sentito dare un’acuta motivazione della crisi della sinistra e,  come tutte le spiegazioni profonde e fulminanti, è anche molto semplice, quasi banale, tanto che viene da dire …ma perchè non ci sono arrivato anch’io !

Dice Minzolini che la sinistra è in crisi perchè non vuole prendere atto che questo paese è cambiato, non vuole ascoltare quello che sentono davvero gli italiani, anzi li disprezza con snobismo elitario.

Ecco, ora la strada per uscire dalla crisi è tracciata: basta che i dodici superstiti della sinistra condividano entusiasti l’idea che hanno molte adolescenti (e meno) che darla bene  è il modo giusto per fare carriera, preferibilmente nel sottospettacolo e con l’approvazione di famiglie premurose. Basta convincerli, i dodici superstiti, che oggi chiamare le cose con il loro nome non funziona, non vende.

Basta far finta di credere che un messo comunale non impegnato in politica telefoni al Banana consigliandogli di candidare questo o quello, come fanno i fini commentatori.

Facile, no ?

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“Ho un certo disprezzo per le masse. Ti fanno diventare fetente anche se non lo sei”

3 maggio 2009

battiato

Cosa fa oggi un giornalista in Italia che ha letto per sbaglio un libercolo di comunicazione e deve preparare un Tg nazionale ?
Si butta a pesce su Veronica, che annuncia di volere il divorzio dalla Banana che racconta nelle osterie padane di trombare tre ore a notte e che invece ha bisogno di mezzane per circuire minorenni.
Logico, no ?

Invece guardo il Tg2 di mezzagiornata e la notizia non c’è nei titoli ed è relegata ad un’intercapedine di non più di 20″, letta in modo da non essere ascoltata.

E’ un ottimo esempio di informazione che evita di cavalcare lo scandalismo, che in un paese maturo come il nostro immagino non sarà notato da nessuno, e che certamente nessun editorialista di quelli che sono così bravi a vedere le pagliuzze citerà nei propri dotti elzeviri.

Tutto ciò dopo che nell’ultima settimana molti (e molte) si sono spesi, simpatici, disinvolti e di mondo a spiegarci che chi si scandalizzava per le veline a Bruxelles era un bacchettone moralista che chissà cosa aveva da nascondere.

Molti (e molte) di questi sono gli stessi che invocano pene severissime per tutti i rumeni, albanesi, marocchini e senegalesi, ancor prima di aver verificato quando e come e di cosa sono colpevoli, salvo poi imbastire patetiche e pornografiche pantomime televisive.

Molti (e molte) di questi sono stati in prima linea (insieme a prestigiosi editorialisti) nella difesa della vera informazione contro i capipopolo, demagogici, arroganti e giustizialisti, come Santoro e Travaglio.

I prestigiosi editorialisti continuano a guardare il dito che indica la luna, perchè guardare la luna sarebbe troppo banale, forse demagogico, sicuramente giustizialista.

Intanto, un sondaggio commissionato dal Sole 24 ore a Ipsos, conferma quanto era già desumibile da ricerche abbastanza recenti a proposito delle quali Tullio De Mauro (ex ministro della Pubblica istruzione) parla di dealfabetizzazione degli italiani (ricerche stranamente sfuggite ai media, analogici o digitali).

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”. (Intervista a Tullio De Mauro. Alfabetizzazione e democrazia)

I risultati del sondaggio del Sole ?

Il Pdl raggiunge il 43,9% tra chi ha la licenza elementare, il 43,4% tra chi ha la licenza media, il 36,1% tra chi ha la licenza liceale, il 27,2% tra i laureati (unico caso dove viene sopravanzato dal Pd, con il 28,2%, e dove anche Di Pietro ottiene un buon 15,1%).(Il Sole 24 ore)

Nonostante ciò siamo tranquilli: comunisti anticapitalisti ci garantiscono che le masse stanno dalla nostra parte (quale ???).

1968 – 2008: quarantanni di guerre del sale

6 agosto 2008

John Coltrane. foto di Roberto Polillo, 1968

Racconta il fondatore della Comune n°1 di Berlino: “E’ vero, nella Comune c’è stata una questione del sale. Io sostenevo che tutti i cibi dovevano essere salati in cucina. Altri ritenevano che il sale andasse portato in tavola perchè ognuno salasse il proprio piatto. Abbiamo discusso notti  intere, abbiamo litigato, ma insieme…”

Siamo nel 1968.

Forse è per il sale che litigano oggi Ferrero e Vendola, Veltroni e D’Alema ? L’impressione è che D’Alema e Ferrero preferiscano che i cibi vengano salati in cucina, mentre Vendola e Veltroni vorrebbero che il sale   venisse portato in tavola.

Art Blakey. foto di Roberto Polillo, 1968

Bandiera rossa la trionferà

1 agosto 2008

E’ obbligatorio avere la erre moscia per diventare segretari di Rifondazione ?

Bah, forse perchè gli operai oggi votano Lega e i comunisti stanno nei salotti.

Esistono ancora gli intellettuali in questo paese ?

26 luglio 2008

I dietrologi prosperano, in Italia, come capiterebbe agli psichiatri in un paese di pazzi.

Questa la straordinaria, fulminante chiusa dell’amaca di Michele Serra di oggi, riferita alla battaglia in corso sul caso Telecom tra i due maggiori quotidiani italiani.

Non credo che questo sia un paese di pazzi, purtroppo per certi versi. Siamo, più tristemente, un paese ampiamente abitato da ignoranti, ipocriti e mediocri.

Non tutti i dietrologi sono intelligenti e disinteressati così come non tutti gli editorialisti, indipendentemente dai versanti politici frequentati, spiccano per l’onestà intellettuale.

Quanti anni sono passati dal pasoliniano Io so…perchè sono un intellettuale pubblicato sul Corriere della Sera il 14 novembre 1974 ?

Tanti, un’era geologica se davvero qualcuno ci vuol convincere che tutta la vicenda relativa agli spioni Telecom è stata solo una trovata di Tavaroli e dei suoi amici.

Le notizie sparite: macelleria messicana e dollaro cinese

16 marzo 2008

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In questa insipida campagna elettorale vi sono notizie, che paiono giornalisticamente molto interessanti, scomparse o relegate all’interno, nei tagli bassi. Non ci si stupirebbe se accadessero fatti eclatanti, la cui rilevanza occuperebbe legittimamente le prime pagine e quelle immediatamente successive.

Ma negli ultimi giorni i titoli piu’ eccitati hanno riguardato la candidatura Ciarrapico, l’opinabile scientificità dei sondaggi, le solite battute stantie del cantante da crociera. Tutti eventi straordinari, sui quali i dietrologi potrebbero sbizzarrirsi, tanto paiono farse consapevoli dove ognuno recita la propria parte, con il solo fine di riempire spazio e tempo, sui giornali e nelle tv.

Poco si è parlato, a mio parere, del processo per i fatti del G8 a Genova (“la più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale” secondo Amnesty international). I poliziotti coinvolti nelle torture di Bolzaneto sono stati in gran parte promossi e le condanne ora richieste (76 anni complessivi per 44 imputati) andranno in prescrizione enl 2009 nonostante, secondo la requisitoria dei Pm, i fatti commessi si configurano come “trattamento inumano e degradante”, corrispondenti “ad almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che la Corte Europea dei diritti dell’uomo identifica come tortura”.

Poca attenzione della nostra informazione e dei candidati premier anche all’ultima smentita delle tesi della Casa Bianca per giustificare la guerra in Iraq. Che non vi fossero, in Iraq, armi di distruzione di massa, l’avevamo gia’ saputo dalla Cia. Ora ci dicono, dopo aver esaminato 600mila documenti, che non esisteva nessun legame tra Al Qaeda e Saddam Hussein. Chi lo dice, i complottisti dell’11 settembre ? No, lo dice il Pentagono.

Grande paese l’America, grande democrazia che non si ferma davanti a nessuno nella ricerca della verità, per quanto potente sia… da noi invece non c’è quasi bisogno che qualcuno la fermi, la ricerca della verità, tanto è vero che si discute se venire via dal Libano per rinforzare la presenza italiana in Afghanistan e tornare in Iraq.

Molti parlano di economia (anche se a volte sembra di ascoltare le discussioni sulla nazionale di calcio) e ne parlano come se ci trovassimo nel 1935, in piena autarchia. Perciò l’elettore è indotto a credere che votando l’uno o l’altro dei candidati deciderà davvero i destini economici del proprio paese. Ma vi è un paese, la Cina, che detiene riserve ufficiali per 1400 miliardi di $. E vi è un altro paese, gli Stati Uniti, che da tempo vive al di sopra delle proprie possibilità.

Nessuno, nel paese più potente del mondo, vuole mettere in discussione un modello o almeno correggerlo; ma, “di fatto, negli ultimi dieci anni ogni abitante della (ricca) America ha preso in prestito circa quattromila dollari da un cittadino della (povera) Repubblica Popolare Cinese.” (J.Fallows, The Atlantic via Internazionale). E noi ci troviamo solo a sperare che questo meccanismo perverso non subisca un crollo improvviso, perchè saremmo tra quelli che verrebbero stritolati dalle conseguenze .

Il bravo politico si guarda bene dal raccontare all’elettore qual’è la realtà: potrebbe spaventarsi e deprimersi, il piccolo !

A proposito di elettori e diritto di voto:  “Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera dall’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano… Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. (Tullio De Mauro, Internazionale).

Napoli e la città obesa

4 febbraio 2008

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La città obesa non è Napoli o la Campania: è sempre stata ai primi posti delle classifiche nazionali per la qualità della vita, un tempo esempio di buona amministrazione e abitata da persone dotate di un buon senso della collettività, del vivere insieme.

Questa città, che non raggiunge i 400mila residenti (non è quindi nè Shanghai, nè New York e nemmeno Roma o Milano) sta discutendo da ventanni come affrontare il problema traffico: metropolitane sotterranee o di superficie, metrotranvie o filobus su gomma, parcheggi scambiatori (spesso sottoutilizzati) e telecamere per rilevare gli accessi al centro storico, corsie dinamiche sulla tangenziale e passanti autostradali.

Risultato: il mezzo pubblico impiega, negli orari di punti, un’ora per un tragitto di tre chilometri scarsi e come a Napoli per i rifiuti, il problema incancrenisce, la colpa è di tutti quindi di nessuno, le soluzioni prospettate immancabilmente avversate.

Di chi è la responsabilità ? Certo contribuiscono, molto, quelli che un tempo erano cittadini esemplari e che oggi usano l’auto per fare shopping o per accompagnare i fanciulli davanti alla scuola o per andare in ufficio. Certo vi sono difficoltà oggettive, ma io credo che una classe dirigente, pubblica, parapubblica e privata che non sa affrontare adeguatamente questi problemi non sia una classe dirigente all’altezza.

La parte politica della classe dirigente della città obesa (selezionata non in base a idee e meriti, ma in base a fedeltà e assiduità di presenza) discute oggi non di questi problemi e di come risolverli, bensì sul fatto che l’Unione sia viva o morta, se il Pd si debba presentare alle elezioni da solo o accompagnato, quali posti vadano occupati da chi facendo apparire il tutto come una procedura democratica.

Sull’altro fronte della barricata non riescono nemmeno, tra un aperitivo e l’altro, a trovare un candidato sindaco credibile, che non sia il fresco Guazzaloca.

Napoli è distante e i rifiuti qui, per adesso, non invadono le strade. Ma il cancro, tenuto conto dei contesti diversi, pare essere lo stesso e la gente, tante volte invocata, è capace solo di rivolte a difesa del proprio particolare, della propria corporazione, della propria ignoranza.

Attenzione: chi non finge muore !

31 gennaio 2008

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(Alison Jackson, Bush with Rubik’s Cube, 2005)

Thomas Montgomery, 48 anni, di Buffalo, si è creato un’identità da diciottenne in una chat per rimorchiare.

E’ riuscito a fare amicizia con un’altra diciottenne, ma poco dopo è stato scavalcato nel cuore della ragazza da Brian Barrett, 22 anni.

A quel punto Montgmomery, che ha due figlie ed è diacono della sua chiesa, ha scoperto l’indirizzo di Barrett e lo ha ucciso.

Al processo si è scoperto che la ragazza, Mary Sheller, aveva in realtà 50 anni e usava per il suo profilo on line una foto della figlia. (Internazionale)

E’ solo una questione di look ?

22 gennaio 2008

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Ho sentito il fondatore e presidente di Black Rock (società leader nella gestione del risparmio a livello globale) dire che non comprende come mai alcune tra le principali banche a livello mondiale abbiano deciso di investire nei mutui subprime, rimanendovi invischiate.

Mi ricorda le barzellette raccontate a proposito di Parmalat.

Chissà perchè Mastella fa la figura della macchietta quando dice certe cose e tutti si danno di gomito, mentre altri personaggi possono dire qualunque puttanata senza che nessuno si metta a ridere ?

Sfortunato il paese che viene trascinato al livello dei mediocri perchè sono maggioranza

22 gennaio 2008

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Dunque il Governo Prodi pare destinato a cadere, sotto l’attacco concentrico di Mastella e del Vaticano (da ultimo l’intervento pastorale del cardinale Bagnasco). Il suo stato di salute era precario e a fronte dei molti che lo volevano liquidare stavano solo considerazioni di convenienza degli attori che siamo costretti a vedere quotidianamente.
Verso dove cade il Governo ? Non è dato sapere, visto che difficile pare la soluzione di un governo istituzionale a cui venga affidato il solo compito di varare una nuova legge elettorale e demenziale (se non per coloro che consapevolmente puntano allo sfascio) andare ad elezioni anticipate con il porcellum.

Non sono certo stupito da Mastella, leader non di un partito ma di una famiglia, che il centro-sinistra è stato costretto ad imbarcare per avere i risicati numeri per governare. Ha sbagliato il centro-sinistra ad accordarsi con Mastella, con Dini ? Sì, ma l’alternativa era quella di riandare immediatamente alle urne, un anno e mezzo fa, con la fondata probabilità che l’esito non sarebbe cambiato oppure che si sarebbe spostata quella manciata di voti necessaria a dare la vittoria al centro-destra (e a me, che sono lettore di noir, non tutti i dubbi sui numeri di quelle elezioni si sono chiariti).

Non sono certo stupito dai cardinali-ministri e dal Papa: la storia della Chiesa è in buona parte politica spacciata per fede; e della politica usa le menzogne e le ipocrisie. Ma mentre ai politici si possono rimproverare menzogne e ipocrisie e talvolta, non in Italia, accade che vengano anche valutati e giudicati sulla base della loro affidabilità e credibilità, questo non è concesso nei confronti dei ministri di Dio.

Questo è ciò che più mi stupisce e mi dà la misura di quanto questo paese sia sbandato: l’intelligenza laica è sparita, quella coscienza che oggi difenderebbe il diritto del Papa a parlare alla Sapienza (magari non all’inaugurazione dell’anno accademico) ma che accanto a questa affermazione analizzarebbe le ragioni e le caratteristiche dello scontro politico cercato e voluto da questo Papa e da questa Chiesa.

Questa intelligenza laica è pressochè sparita non solo per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa, ma per tutti gli aspetti del vivere civile: dai rifiuti di Napoli ai morti sul lavoro alla squallida vicenda del povero Cuffaro, non a caso difeso in una memorabile puntata di ottoemezzo da Giuliano Ferrara (chiamato adesso, il cerchio si chiude, a far parte della Commissione valori del Pd).

Chiunque governi domani questo paese non andrà da nessuna parte senza una forte, orgogliosa e indignata intelligenza laica.