Consorte, facci sognare !

 

(cooperativa Acmar di Ravenna)

la politica non si fa senza soldi e questo lo sapevamo fin dai tempi di De Gasperi e Togliatti ancor prima che lo dicesse Craxi davanti ad un consesso di verginelle inorridite.

la politica, l’economia, la finanza, l’informazione, da sempre in rapporti incestuosi tra loro, stanno da tempo sgomitando per ridisegnare le gerarchie.

questo paese ha una serie di peculiarità tante volte sottolineate, tra le quali:
la mancanza di una vera borghesia imprenditoriale,
il potere economico-finanziario è da sempre nelle mani di poche grandi famiglie, restie a far entrare nei salotti buoni i giovani rampanti (ancora troppo vicini, temporalmente, troppo impregnati dell’odore dell’assassinio commesso per l’accumulazione originaria);
l’informazione a stampa è controllata da queste grandi famiglie (quella televisiva, come sappiamo, è nelle mani di Tutto Banana, banchiere-finanziere-showman – imprenditore-politico;
i soldi, asciugandosi progressivamente negli ultimi anni una serie di fonti, li hanno in mano le banche, le cooperative e le mafie (oltre naturalmente a Tutto Banana);
sotto, sopra, in mezzo a tutto questo ci sono i poteri occulti, i servizi segreti, nostri e altrui, le p2, il vaticano, le mafie, nostre e altrui, etc.

in questa situazione cosa può fare un sincero democratico-progressista-riformista che ha capito molto prima e molto meglio degli altri dove va il mondo e vuole fare il bene del proprio paese ?

sa che i voti non si conquistano e non si mantengono se non hai in mano il vero potere: le balle del movimento, della democrazia, della partecipazione, delle masse, andavano bene nel millennio scorso e al massimo fino all’89. che se ne occupino i cinefili di queste cose;

il vero potere sta nel mettere uomini di fiducia dove servono e controllare montagne di soldi per fare cose che portano voti e nuovo potere che magari consente di controllare anche qualche giornale e tv; ogni tanto una manifestazione grandiosa, senza esagerare e soprattutto, la chiamata alle armi delle elezioni (è una noia, ma bisogna…).

il nostro prova dapprima ad entrare nei salotti: esce dalle friggitorie della festa dell’unità e si mette il vestito buono, le scarpe tirate a lucido come un auto blu, compra la barchetta, lancia la spiaggia radical chic e se ne va alla City di Londra, frequenta l’Opus Dei, vede gente insomma; fa tutto bene, crea anche una sua squadra, tutti pelati, che paiono usciti da uno spot di Dolce & Gabbana. Niente da fare però, nei salotti buoni lo guardano come gli aristocratici di sangue blu guardavano un tempo i ricchi borghesi : con sufficienza. E lui, erede del Migliore, non sopporta di essere trattato con sufficienza.

percorre altre strade, il Migliorerrimo, per raggiungere l’obiettivo: dare gambe, cioè soldi, al riformismo pragmatico e scoperchiare i sepolcri per far entrare aria nuova, dare nuova linfa al mercato, al paese. Ovviamente il punto di partenza non può che essere Obesia, la pianura patria del riformismo pragmatico e del glorioso movimento cooperativo. altri non capiscono, ma si sa che i toscani sono troppo influenzati dal clima, dalle colline, dal mare…

ed è così che, prima sulle irrespirabili strade della pianura obesa, poi nei sottoscala romani si forma una compagnia di volenterosi, accomunati dal desiderio di sedersi ai tavoli che contano e benedetti da quello che dovrebbe fare l’arbitro. senza porsi noiose e fuorvianti domande sull’origine dei soldi e dei modi dei propri compagni di strada. Inevitabile incontrare su queste rotte Tutto Banana e instaurare con lui un rapporto franco: niente scontri sulle cose che contano, una cosa a me, una cosa a te e l’odiato giornale a lui, come si usa tra moderni tycoon.

l’impresa pare fallita e molti ora ci speculano, rimestano vacui o rabbiosi

Questa è una delle storie possibili, non certamente la peggiore.
E’ vietato alle cooperative avere una banca ? assolutamente no, anzi
C’è una scarsa concorrenza nel mercato finanziario italiano ? assolutamente sì
La politica ha bisogno di soldi ? assolutamente sì
C’è qualcosa di riprovevole nel mostrare le proprie preferenze ? assolutamente no

Stamattina su La 7 c’erano fianco a fianco Cannavò, Rizzo e Latorre.

C’è una distanza siderale tra i tre: i primi due, per sedersi al tavolo con Al Capone, vorrebbero che lui mettesse un fazzoletto rosso al collo, salutasse col pugno chiuso e gridasse Bush boia; il terzo no, a lui basterebbe che Al Capone fosse rasato di fresco.

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