“Lanzinechecco a me ?”

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(Carlo V d’Asburgo, che guidò i Lanzichenecchi al sacco di Roma, nel 1527. A nulla servono le parole di Clemente VII che sprona i suoi prodi a fermare gli invasori in nome di Dio. Ben presto il pontefice capirà, nel chiuso della prigione di Castel Sant’Angelo,  che Dio non segue alcuna bandiera, nessun esercito. Dio non guarda mai cosa succede sui campi di battaglia. Distoglie lo sguardo e lo volge altrove, lasciando gli uomini a scannarsi tra loro. E dove Clemente VII incoronerà imperatore Carlo V, nel 1530 ? nella città obesa, naturalmente).

«Diego Della Valle in un’intervista aveva definito Ricucci “lanzichenecco della finanza”. Lui si era risentito, anche perché non aveva capito bene: ” Lanzinechecco a me? Lanzinechecco uno che se tromba ‘a Falchi tutte le sere?” ». (Angelo Rovati in un’intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere).

Non è la cosa più interessante che dice Rovati nell’intervista, ma è la più divertente.

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