Previti, Forleo e il moralismo di certa sinistra

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Il sommo dietrologo Augusto Minzolini ha scritto sabato 28 luglio sulla Stampa, a proposito dello scontro Bertinotti-Fassino sulle intercettazioni Bnl-Unipol e sulle richieste del giudice Forleo: “Un’arma efficace la questione morale di Bertinotti perché insidia una base, quella dei Ds, che per decenni – prima da Berlinguer, poi dal giustizialismo degli anni di Tangentopoli, infine dai girotondini di Nanni Moretti – è stata educata al mito della diversità morale, all’equazione che gli avversari sono sempre e comunque dei ladroni mentre i magistrati sono sempre e comunque degli eroi. Insomma, il presidente della Camera, paradossalmente, fa leva sul codice genetico del Pci per logorare la base di consenso dei suoi eredi. E la cultura trasmessa a generazioni di militanti rende oggi lo stato maggiore della Quercia inerme di fronte alle invasioni di campo dei neo-comunisti.”

Strano che Minzolini, in questa carrellata storica alla Bruno Vespa, non abbia citato Stella-Rizzo, quelli definiti da D’Alema come giornalisti sfaccendati, tra gli odierni eroi del vetero moralismo.

A proposito di dietrologia, straordinaria la battuta di Jena, stesso giorno, stesso giornale: “Durissimo e inedito attacco ai giudici di Milano da parte di un omonimo dell’on.Luciano Violante”. 

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