I partiti, la parte vera, li distruggete voi, non Grillo !

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La domanda della giornalista arriva alla fine: «Prima dell’estate lei e Fassino vi pronunciaste per il sì del Parlamento all’uso delle intercettazioni sul caso Unipol-Bnl. Ora nelle vostre memorie difensive vi rimettete alle decisioni del Parlamento… D’Alema prima alza un sopracciglio, poi: «Abbiamo sempre detto che attendiamo le decisioni del Parlamento. Abbiamo presentato le memorie per confutare che in quelle telefonate si possano configurare complicità e reati. Non è un problema personale. Sono stato già indagato per 9 anni come capo di un’associazione per delinquere fra il nostro partito e il movimento cooperativo e sono stato assolto. Ho piena fiducia nella giustizia e credo sia lecito che la politica si occupi dei grandi fatti economici». Quindi, insiste Berlinguer, lei è favorevole al sì del Parlamento sull’utilizzo delle intercettazioni… «Deciderà il Parlamento». (Corriere della sera)

D’Alema e Fassino, sempre per rispondere all’appello della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con due “memorie” smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l’uso giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino: quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da parte dell’Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato, il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si allargano un po’, sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con un’ordinanza “illegittima”, perché ha scritto che D’Alema e il suo fido senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati: dunque, se sui due non c’è un’inchiesta, non si vede perché autorizzare l’uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003 stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di quell’autorizzazione. Ora D’Alema risponde che l’autorizzazione non va data perché lui non è indagato.” (Marco Travaglio)

Sono d’accordo con D’Alema quando dice “..Grillo non riempie vuoti, perché non dà risposte. Il suo movimento sostiene che vanno distrutti i partiti. Ma i partiti sono già quasi distrutti! I partiti sono strumento di democrazia. Il problema è ricostruirli. Negli anni ’90 furono annullati i partiti. E chi ha vinto? Berlusconi. Che aveva i soldi e le tv.”

Ma queste parole sono coerenti con quelle sul caso Unipol-Bnl ? D’Alema è persona molto intelligente (meno però di quanto lui ritenga): chi sta pensando di ingannare, oltre i valorosi costruttori delle Feste dell’Unità (da lui peraltro varie volte sbeffeggiati) ? Con chi pensa di ricostruire, non solo i partiti ma anche le istituzioni in cui tutti dovrebbero riconoscersi, con i suoi amici Latorre  e Consorte ?

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