Archive for the ‘città obesa’ Category

Napoli e la città obesa

4 febbraio 2008

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La città obesa non è Napoli o la Campania: è sempre stata ai primi posti delle classifiche nazionali per la qualità della vita, un tempo esempio di buona amministrazione e abitata da persone dotate di un buon senso della collettività, del vivere insieme.

Questa città, che non raggiunge i 400mila residenti (non è quindi nè Shanghai, nè New York e nemmeno Roma o Milano) sta discutendo da ventanni come affrontare il problema traffico: metropolitane sotterranee o di superficie, metrotranvie o filobus su gomma, parcheggi scambiatori (spesso sottoutilizzati) e telecamere per rilevare gli accessi al centro storico, corsie dinamiche sulla tangenziale e passanti autostradali.

Risultato: il mezzo pubblico impiega, negli orari di punti, un’ora per un tragitto di tre chilometri scarsi e come a Napoli per i rifiuti, il problema incancrenisce, la colpa è di tutti quindi di nessuno, le soluzioni prospettate immancabilmente avversate.

Di chi è la responsabilità ? Certo contribuiscono, molto, quelli che un tempo erano cittadini esemplari e che oggi usano l’auto per fare shopping o per accompagnare i fanciulli davanti alla scuola o per andare in ufficio. Certo vi sono difficoltà oggettive, ma io credo che una classe dirigente, pubblica, parapubblica e privata che non sa affrontare adeguatamente questi problemi non sia una classe dirigente all’altezza.

La parte politica della classe dirigente della città obesa (selezionata non in base a idee e meriti, ma in base a fedeltà e assiduità di presenza) discute oggi non di questi problemi e di come risolverli, bensì sul fatto che l’Unione sia viva o morta, se il Pd si debba presentare alle elezioni da solo o accompagnato, quali posti vadano occupati da chi facendo apparire il tutto come una procedura democratica.

Sull’altro fronte della barricata non riescono nemmeno, tra un aperitivo e l’altro, a trovare un candidato sindaco credibile, che non sia il fresco Guazzaloca.

Napoli è distante e i rifiuti qui, per adesso, non invadono le strade. Ma il cancro, tenuto conto dei contesti diversi, pare essere lo stesso e la gente, tante volte invocata, è capace solo di rivolte a difesa del proprio particolare, della propria corporazione, della propria ignoranza.

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Nella bocca chiusa non entrano mosche, ma possono entrare moschee

20 settembre 2007

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Al circolo Arci San Donato, a due passi da dove dovrebbe essere costruita la nuova grande moschea della città obesa, non sono molto d’accordo con questa iniziativa: “La moschea la facciano a casa loro”, “Quelli dovrebbero andare a lavorare”. (Il Bologna)

Il circolo Arci San Donato, per chi non conosce la città obesa, è un tempio, uno dei pochi rimasti a rappresentare l’essenza di quella che un tempo fu la bolognesità e la sua rosseggiante vocazione.

Il punto non è la moschea, che va fatta, e nemmeno i molti pregiudizi e disinformazioni di cui si nutrono i cittadini qualunque; il punto scandaloso è che, come al solito, nelle dichiarazioni, nei convegni, talvolta nelle piazze, si invochi la partecipazione, la discussione, il coinvolgimento nelle decisioni, anche attraverso forme tecnologicamente avanzate (e demagogiche).

Poi, nei fatti, si prendono decisioni importanti su questioni che si sanno essere estremamente delicate senza aver prima fatto un lungo e faticoso lavoro istruttorio fatto di consultazione capillare, informazione, spiegazione, accoglimento di obiezioni ragionevoli. Salvo, talora, capovolgere il percorso e decidere di consultare i diretti interessati a cose fatte, quando vi sono fondati timori di sollevazioni popolari.
E certo non brillano, in questo caso, quelli che hanno invocato il coinvolgimento dal basso per la Torino-Lione o per il Dal Molin: per forza, la moschea è cosa buona e giusta !

Bei tempi quando il Partito decideva e i cittadini (…) obbedivano come un sol uomo, convinti di contribuire alla costruzione del mondo nuovo !

Che sollievo liberarsi la coscienza su qualcun altro !

18 settembre 2007

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son cadute due gocce di pioggia: la città obesa e le strade che dai paesoni intorno le arrivano fin dentro sono semiparalizzate dalle auto dei cittadini democratici e progressisti che non ne possono più dei partiti.

Il tempo è galantuomo

24 maggio 2007

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moriranno tutti, prima o poi: chi c’era, chi è rimasto segnato, chi ha perduto qualcuno; prima o poi moriranno anche i loro figli. così verrà scritta la storia, o quella che ai più parrà conveniente spacciare e credere come storia.

perchè gli archivi non si aprono, semmai bruciano.

il figlio di Massimo Sparti, testimone chiave dell’accusa a Mambro-Fioravanti per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, dice al Gr1 che suo padre ha mentito.

Riccardo Barlaam su  il sole 24 ore

Le fidanzate della politica, la politica delle fidanzate

19 aprile 2007

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La fidanzata del segretario dei ds della città obesa si tira indietro e non entra nella segreteria.

Motivo: gli attacchi ricevuti dall’interno del partito in merito alla sua relazione sentimentale con il segretario.

Pare che qualcuno (e qualcuna) abbia messo in discussione le sue capacità politiche e i suoi titoli a ricoprire ruoli di responsabilità nel partito, individuando nella sua relazione sentimentale il motivo della rapida carriera.

Stanca di subire attacchi e allusioni li ha denunciati, rinunciando a far parte della segretria. Solidarietà le è giunta dalle donne del suo e di altri partiti.

Le donne sono discriminate.
Le donne subiscono spesso attacchi di questo tipo.

Le donne in politica sfruttano, a volte, più o meno consapevolmente, la loro condizione di donna. Cerco di spiegarmi: per dieci donne brave che non arrivano dove dovrebbero ce n’è una che arriva perché in quel momento, in quel posto, è bene mettere una donna.

Le donne in poltica sfruttano, a volte, più o meno consapevolmente, l’arma degli affetti. Cerco di spiegarmi: per dieci donne brave che vivono la loro vita pubblica e, soprattutto, privata come meglio credono, ce n’è una che sale all’ombra di…

Stranamente, non accade mai, in questi giorni si parla anche di un caso contrario: qualcuno sostiene che se Tronchetti Provera non avesse sedotto la figlia di Pirelli non sarebbe mai diventato quello che è.

La fidanzata del segretario dei ds della città obesa è brava ?

Che razza di bel posticino è un partito dove si conducono le battaglie politiche tramite lettere anonime e imboscate nel segreto dell’urna ?

Belle persone, viene voglia di farne parte di questa allegra comitiva.

Vino rosso e tortellini

7 aprile 2007

Festa dell’Unità 1949: tortellini e Togliatti Festa dell’Unità 1949: tortellini e Togliatti

La città obesa è scossa da un terremoto, così dicono i giornali.

Passeggiando in questa bella giornata di sole non si notano però crepe nei muri e nelle strade; chi non è partito per la gita pasquale sembra tranquillo, per nulla affannato.

Non più del solito, almeno.

Eppure tutti i giornali ne parlano, anche quelli nazionali: il primo cittadino della città obesa, giunto tre anni fa per lavare l’onta del macellaio, non è più amato.

Molti i segnali giunti da tempo, i brusii, le mezze parole, le scosse di avvertimento.

Accuse anche pesanti: qualcuno ha persino rimproverato al cremonese di aver messo del vino rosso nel brodo dei tortellini. Un’eresia, secondo loro.

Io, che vengo dalla bassa, ricordo molti dei miei vecchi fare la stessa cosa, anche quando nel brodo non galleggiavano tortellini ma solo pane secco.

Dettagli.

In realtà il cinese, da quando è arrivato, ha messo in discussione la mediocre palude familistica e consociativa che da almeno 15 anni soffoca il paesone…attirandosi l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso…

Non sono i soliti mal di pancia del partitone: un’organizzazione,  una grande storia alle spalle, che non riesce più a trovare il senso del proprio agire e dello stare insieme.

Un’organizzazione che da tempo seleziona la propria classe dirigente solo in funzione delle alchimie di casta.

Una classe dirigente che non deve pensare ed avere proprie visibili strategie, ma solo garantire che i potenti decisori cittadini controllino le rispettive sfere d’influenza.

I nomi di questi potenti decisori sono noti: Lega Coop, Unipol, Fiera, Associazione costruttori, Università, Commercianti, Banche.

Potenti decisori che preferiscono andare a discutere le proprie ragioni e i propri, legittimi, interessi nella sede del partitone piuttosto che in Comune o in Provincia.

A tutti i formidabili frondaroli il cinese risponde con sarcasmo tagliente e durezza altezzosa: non è Kit Carson, ma uno snob che non ama salotti, aperitivi e rozze mezze calzette.

Per questo mi sta simpatico, anche se indubbiamente poco ha fatto in questi anni per rendere evidente, e trasparente, la sua condotta, i suoi propositi, gli ostacoli, i nomi e cognomi degli avversari.

Come altre importanti questioni negli ultimi anni, la sorte del partito democratico passa dalla città obesa.

libertà è partecipazione

9 marzo 2007

struzzo a chi ?un nuovo sfrigolìo percorre non solo la città obesa, ma l’intera regione democratica e progressista: si chiama e-democracy!

cittadini stanchi e delusi ? giovani lontani e indifferenti ? l’artrosi riduce l’affluenza ai congressi di partito ? ora esiste la soluzione e si chiama democrazia elettronica !

facciamo di tutto perchè nella vita di tutti giorni a te non te ne freghi niente della politica e della vita della tua comunità; facciamo di tutto perchè tu abbia forte il senso dell’inutilità della tua partecipazione e per nasconderti il senso di ciò che vedi e delle decisioni che vengono prese; ma la domenica no, la domenica si partecipa tutti e si prendono insieme le decisioni. Evviva !

l’ultimo straordinario successo in ordine di tempo: il grasso comune alle porte della città obesa lancia un’iniziativa rivolta a tutti i giovani compresi tra i 12 e i 30 anni. Si dovranno esprimere sul nuovo nome/logo da dare al centro giovanile. la figata è che lo faranno elettronicamente, da postazioni collocate in luoghi strategici !

tralascio il giudizio sui nomi/loghi proposti (in fondo sono gratuiti, nulla a che vedere con le follie di italia.it) per sottolineare invece i numeri: su 4575 aventi diritto hanno votato ben 120 ragazzi (il 2,62%).

la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
la libertà è partecipazione.

La libertà, Giorgio Gaber

coincidenze: accade nella città obesa

6 marzo 2007

barcelona Il 98% dei titolari di bar della città dichiara meno di 12mila €/a e ben il 44% dichiara reddito zero.Calma: è chiaro che molte attività commerciali, tolti gli stipendi ai dipendenti/proprietari, non hanno ulteriori margini. Molte sono attività familiari, di sussistenza, etc.

Però:  fa impressione pensare che solo 5 bar in una delle città più ricche e più care d’italia dichiarino più di 35mila €/a.

  •  la città è vecchia, non solo e non tanto anagraficamente, bensì dal punto di vista della progettualità, della creatività, del coraggio; gli orizzonti sono asfittici, i dibattiti (si fa per dire) politici sono compresi da non più di duecento persone. (more…)