Archive for the ‘domande’ Category

1968 – 2008: quarantanni di guerre del sale

6 agosto 2008

John Coltrane. foto di Roberto Polillo, 1968

Racconta il fondatore della Comune n°1 di Berlino: “E’ vero, nella Comune c’è stata una questione del sale. Io sostenevo che tutti i cibi dovevano essere salati in cucina. Altri ritenevano che il sale andasse portato in tavola perchè ognuno salasse il proprio piatto. Abbiamo discusso notti  intere, abbiamo litigato, ma insieme…”

Siamo nel 1968.

Forse è per il sale che litigano oggi Ferrero e Vendola, Veltroni e D’Alema ? L’impressione è che D’Alema e Ferrero preferiscano che i cibi vengano salati in cucina, mentre Vendola e Veltroni vorrebbero che il sale   venisse portato in tavola.

Art Blakey. foto di Roberto Polillo, 1968

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Bandiera rossa la trionferà

1 agosto 2008

E’ obbligatorio avere la erre moscia per diventare segretari di Rifondazione ?

Bah, forse perchè gli operai oggi votano Lega e i comunisti stanno nei salotti.

Quarantamila scorie di lavorazione non sono un’enormità ?

23 ottobre 2007

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Il 10 ottobre un giudice ha stabilito che i senzatetto di Los Angeles possono dormire sui marciapiedi dalle nove di sera fino alle sei del mattino e che la polizia non ha il diritto di arrestarli.

Le persone che vivono per strada nella città californiana sono più di 40mila.    (Internazionale)

La notte grigia

5 ottobre 2007

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Sono sotto tutela, ma ho una vettura blindata senza benzina. Devo metterla di tasca mia. Quando propongo di usare la mia auto, mi vietano di posteggiarla sotto il palazzo di giustizia e se chiedo come devo fare mi rispondono ” dovrebbe stare a casa“”.  Questo dice ad Annozero Luigi De Magistris, il pm di Catanzaro per il quale il ministro Mastella ha chiesto al Csm il trasferimento cautelare. E conclude: “Una dose di solitudine fa parte del mestiere. Ma qui ne avverto una profonda e inquietante. È la solitudine istituzionale.”

Da una parte i capipopolo, Grillo e Santoro, che difendono i De Magistris e le Forleo e aizzano le masse contro tutto quello che odora di palazzo; dall’altra quelli che sanno come vanno il mondo e la politica, temono il populismo e vedono i rischi derivanti dall’esplosione della rabbia plebea.

Un tempo il magistrato, o il politico, che combattevano contro la mafia e il malaffare, erano eroi. Poi cominciarono, in Sicilia e ancor più con Mani Pulite, le distinzioni, le precisazioni, le prese di distanza, gli attacchi frontali. Oggi è più di moda ricordare i Craxi (grande statista morto in esilio) piuttosto che i Terranova o i Mattarella.

Non so se De Magistris abbia esagerato o usato mezzi illeciti o se Forleo sia andata oltre le sue competenze. So però che mafie e malaffare stanno benone, che controllano completamente almeno tre regioni e che fanno tranquillamente affari nelle zone più civili; so che fare i magistrati o i giornalisti o i politici in certe zone è durissimo, anche per merito di quell’enorme zona grigia di magistrati, politici o giornalisti che quando non sono collusi sono prudenti, realisti e ossequiosi del contesto.

I tempi cambiano, le convenienze pure, la ggente dimentica in fretta, basta mandarla a casa con un nuovo giochino elettronico. Di giornalisti o magistrati che vogliono rompere i coglioni (che non significa avere perciò ragione o necessariamente essere anime immacolate)  ce ne saranno probabilmente sempre meno, affinchè le mafie (o le lobby, come altrove vengono elegantemente chiamate) possano sempre più prosperare.

E’ facile prendersela con Mastella, macchietta di sè stesso,  ma chi ha lasciato accadere che tutti i gatti diventassero grigi ?

I partiti, la parte vera, li distruggete voi, non Grillo !

14 settembre 2007

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La domanda della giornalista arriva alla fine: «Prima dell’estate lei e Fassino vi pronunciaste per il sì del Parlamento all’uso delle intercettazioni sul caso Unipol-Bnl. Ora nelle vostre memorie difensive vi rimettete alle decisioni del Parlamento… D’Alema prima alza un sopracciglio, poi: «Abbiamo sempre detto che attendiamo le decisioni del Parlamento. Abbiamo presentato le memorie per confutare che in quelle telefonate si possano configurare complicità e reati. Non è un problema personale. Sono stato già indagato per 9 anni come capo di un’associazione per delinquere fra il nostro partito e il movimento cooperativo e sono stato assolto. Ho piena fiducia nella giustizia e credo sia lecito che la politica si occupi dei grandi fatti economici». Quindi, insiste Berlinguer, lei è favorevole al sì del Parlamento sull’utilizzo delle intercettazioni… «Deciderà il Parlamento». (Corriere della sera)

D’Alema e Fassino, sempre per rispondere all’appello della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con due “memorie” smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l’uso giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino: quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da parte dell’Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato, il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si allargano un po’, sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con un’ordinanza “illegittima”, perché ha scritto che D’Alema e il suo fido senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati: dunque, se sui due non c’è un’inchiesta, non si vede perché autorizzare l’uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003 stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di quell’autorizzazione. Ora D’Alema risponde che l’autorizzazione non va data perché lui non è indagato.” (Marco Travaglio)

Sono d’accordo con D’Alema quando dice “..Grillo non riempie vuoti, perché non dà risposte. Il suo movimento sostiene che vanno distrutti i partiti. Ma i partiti sono già quasi distrutti! I partiti sono strumento di democrazia. Il problema è ricostruirli. Negli anni ’90 furono annullati i partiti. E chi ha vinto? Berlusconi. Che aveva i soldi e le tv.”

Ma queste parole sono coerenti con quelle sul caso Unipol-Bnl ? D’Alema è persona molto intelligente (meno però di quanto lui ritenga): chi sta pensando di ingannare, oltre i valorosi costruttori delle Feste dell’Unità (da lui peraltro varie volte sbeffeggiati) ? Con chi pensa di ricostruire, non solo i partiti ma anche le istituzioni in cui tutti dovrebbero riconoscersi, con i suoi amici Latorre  e Consorte ?

magari qualcuno si ricordasse di voi !

14 settembre 2007

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Pare sia costata 20mila €  la marchetta Cicciobello-Mastellone al Gran Premio di Monza. Erano entrambi (ma le versioni non sono concordi) incaricati di una delicatissima missione: il primo doveva premiare il vincitore in rappresentanza del Governo italiano, il compare  doveva premiare il terzo, in rappresentanza della comunità ceppalonico-sannitica. Siccome c’era posto sull’aereo di stato Cicciobello (che va matto per le barzellette di Mastellone) ha dato un passaggio all’amico e a qualche famigliare e portaborse. (le immagini su l’Espresso) Che c’è di male ?

non ho nessuna simpatia (ovviamente) nè per il Giornale, nè per tutti quelli che cercano alibi per giustificare evasioni ed elusioni; non ne ho nemmeno tanta per le piazze di Grilli, pur trovando sacrosante alcune proposte, ma: che cosa andrete a raccontare ai padani (e non solo) che, in buona fede, sono restii a pagare le tasse perchè ritengono che buona parte dei loro soldi vengano sperperati ?

Ma il povero Alonso, arrivato secondo, chi l’ha premiato ?

qualcuno si ricorderà di me

9 settembre 2007

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H. Toulouse Lautrec, Al Salon di rue de Moulins, 1894

Uno degli aspetti del tema sicurezza di cui si dibatte in questi giorni riguarda la prostituzione che ha invaso le strade delle nostre città.

Al Gran Premio di Monza, sul palco della premiazione, c’erano il vicepremier Rutelli (proveniente dai funerali di Pavarotti) e il ministro Mastella, ai quali era forse stato garantito di poter consegnare una coppetta qualsiasi a un ferrarista vincitore, davanti una folla osannante.

Forse il dossier sicurezza del governo dovrebbe occuparsi anche della prostituzione sui circuiti motoristici.

Complici consapevoli

24 luglio 2007

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«Lancio un richiamo alla massima responsabilità e riservatezza nello svolgimento di tutte le funzioni proprie dell’autorità giudiziaria; in particolare il richiamo a non inserire in atti processuali valutazioni e riferimenti non pertinenti e chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti».

con tutto il rispetto, Presidente Napolitano: chi decide che i riferimenti del gip Forleo non sono pertinenti e chiaramente eccedenti ?   ho letto di autorevoli costituzionalisti che non rilevano errori o attentati nel comportamento del gip di Milano.

Forleo ha infranto qualche norma o è semplicemente una questione di buona educazione ? se ha infranto qualche norma, il procuratore generale della Cassazione, insieme al ministro della Giustizia (che pare aver già mostrato perlomeno un preoccupante zelo) avvieranno un’azione disciplinare. se non ha infranto norme, perchè non ci si limita a dire che non si condividono i suoi giudizi ?

Ricordo di sfuggita che, sia nel caso dell’assoluzione di alcuni islamici accusati di terrorismo internazionale, sia in quello dell’arresto di Giampiero Fiorani la Forleo venne pesantemente attaccata. E che in un’altra occasione venne avviata contro di lei un’azione disciplinare. Da parte di un altro memorabile ministro della Giustizia.

Forse il problema è l’aver scritto in un atto ufficiale quello che anche un bambino penserebbe dopo aver letto quelle trascrizioni ?

Recuperare gusto e semplicità

19 luglio 2007

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Commentavo qualche giorno fa i dati di una ricerca Eurispes sulla povertà delle famiglie italiane (qui). Oggi è uscito un altro studio interessante sulla povertà soggettiva in Italia e in Europa, condotto dall’Istituto di studi e analisi economica (ne dà notizia il Corriere)

I risultati: il 74% degli italiani si sente povero mentre secondo le cifre ufficiali è solo l’11,1%  ad esserlo oggettivamente.

All’estremo opposto troviamo i paesi scandinavi: nel 2004 la percezione soggettiva di povertà andava, in quei paesi, dall’11% al 16%.

La soglia di povertà soggettiva, spiega la ricerca, è «la percezione degli individui circa l’adeguatezza del proprio reddito famigliare per condurre una vita considerata dignitosa, cioè senza lussi ma senza privarsi del necessario».

Che cosa è necessario ? Quanto di ciò che viene considerato necessario da quel 74% lo è davvero o non è piuttosto indotto da stili di consumo e comportamentali basati sullo spreco, sull’inutile, sul superfluo ? Quanto di ciò che è necessario viene fornito agli abitanti dei paesi scandinavi da amministrazioni pubbliche che spendono bene le tasse che vengono pagate da tutti, in misura forse superiore all’Italia ?

Da un lato è normale, ovvio direi, che una percezione soggettiva di povertà sia più diffusa tra coloro che hanno un livello di studio più basso e abita al Sud, ma uscendo dall’ovvietà economica e di disponibilità di servizi, quanto di questa percezione è legata al maggior asservimento a modelli culturali che il nostro sistema televisivo diffonde in modo martellante da almeno quindici anni ?

E’ l’italia.it che va

13 luglio 2007

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(italia.it, il portale del sorriso) 

Domanda: Caro governo, il tuo predecessore ha preso 45 (anzi: +9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l’abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che tu e il tuo predecessore ci avete messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come avete impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?

Risposta: No. Non sono cazzi vostri.

(da scandalo italiano)

Ah beh, le regole sono regole e vanno rispettate. Non è che uno o mille o centomila si alzano la mattina e si dicono: caro governo, mi piacerebbe saperne di più di questo fatto, perchè mi hanno tolto dei soldi dalle tasche per questa ciofeca. Sei un’azienda che ha partecipato alla gara ? No, e allora dove sta il tuo interesse legittimo ? Vai a lavorare, perditempo !

Ma non c’è uno straccio di parlamentare, magari di quei professionisti dell’interpellanza, dell’interrogazione, che ne sfornano anche nel sonno, che ha voglia di saperne un poco di più ? Non c’è nessun sindaco di paese o albergo o altra attività che ritenga di essere danneggiato nella sua immagine dalla ciofeca ?