Ladri e professionisti

13 dicembre 2007

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George Grosz, Eclisse di sole (1926)

I tir hanno tolto i blocchi e ricominciato a consegnare le merci; molti commercianti hanno immediatamente aumentato i prezzi del 20-30%. Titoli carichi di riprovazione sui giornali e nei tg. LADRI

Le banche hanno fatto d’improvviso lievitare il tasso del prestito interbancario perchè non hanno fiducia, così pare, l’una dell’altra, alla luce della crisi dei mutui subprime. Il risultato è che l’indice Euribor è schizzato di 0,6 punti in un solo giorno, le rate dei mutui a tasso variabile sono lievitate e le banche potranno in tal modo presentare a fine anno dei conti migliori. Pochi accenni sui giornali e nei tg, nessuna traccia di riprovazione. PROFESSIONISTI

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Chi parla male, pensa male

26 ottobre 2007

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Mi è già capitato diverse volte leggere e sentire frasi del tipo: la Brambilla è bella e intelligente o la Brambilla è intelligente e bella.

Ora, capisco che viviamo in un tempo sbandato dove per giunta la lingua italiana ha fatto la fine di tutte le altre regole comuni di convivenza, ma:

bella ? la sciampista dai capelli che nemmeno digitalmente si riescono a riprodurre è bella ? è vero, oggi i punti di riferimento si chiamano Paris Hilton, Britney Spears e Victoria Beckam, oggetti difficilmente definibili e inquadrabili, ma la bellezza è una cosa seria. Un mondo che non sa riconoscere la bellezza non ha speranze di sopravvivere.

Cosa succederebbe se Sharon Stone o Charlize Theron fossero elette al Parlamento ? sedute continuamente interrotte per evidente stato confusionale dei due terzi dei nostri rappresentanti ?

intelligente ? che cosa ha fatto e detto di intelligente fino ad oggi la sciampista ? è vero, è difficile definire cosa sia l’intelligenza, tanto che le Anna Falchi e le Valeria Marini sono state considerate intelligenti nella chiacchiera di strada per il fatto di avere incastrato i ricchi pollastri di turno. Ma la lingua italiana dispone di una vasta gamma di sfumature di aggettivi: la sciampista potrebbe essere definita tenace, petulante, infaticabile.

Intelligente ? fino ad oggi ha mostrato solo di saper ripetere perfettamente le lezioni ricevute, ma questa si chiama memoria.

Quando si smetterà, a sinistra, di rincorrere una realtà virtuale costruita ad arte e ripetuta incessantemente e si ricomincerà a chiamare le cose con il loro nome, a distinguere, a proporre un’altra cultura ?

Le sfide impossibili sono le più belle da vincere

26 ottobre 2007

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Mi sono sempre piaciute le sfide impossibili, nello sport come nel cinema, prima che la tecnica, gli interessi economici superiori e lo spirito del tempo rendessero pressoché impossibile la vittoria di un Verona o perfino, oggi, di una Roma.

Prima che Glenn Ford, Paul Newman, Steve Mc Queen e Robert Redford scolorissero nel cinema per preadolescenti e per sciampiste di oggi.

Nonostante i sinistri scricchiolii e le sette sbandate  il dl collegato alla finanziaria è passato senza ricorrere alla fiducia.

Chissà.

L’Italia, ai Mondiali dell’82, partiva battuta già nelle giornate di ritiro che precedevano l’inizio delle partite e il girone eliminatorio aveva solo confermato ed esaltato le critiche feroci, spesso ridicolmente interessate e tra loro contraddittorie, degli arguti editorialisti.

Lo spogliatoio pareva diviso, tanto che a un certo punto Bearzot (decisamente comunista secondo gli arguti editorialisti) impose il silenzio stampa e, si dice, fece appello ai  senatori (non quelli a vita).

In questa situazione, superata a stento la prima fase (con qualche aiutino dal Camerun ?) ci toccò incontrare Argentina e Brasile. Tutti si misero a ridere per l’evidente improponibilità di quella sfida. Tutti si misero a ridere perchè quella non era la loro squadra, la nazionale del loro paese, perchè loro l’avevano detto.

Tutti si misero a ridere perchè è più facile vincere che perdere, soprattutto quando non si sono mai giocate partite sul campo, ma solo viste in televisione. Poi finì con i bagni nelle fontane e con le fastidiose agiografie successive.

Chissà.

Forse a questo Governo servirebbero solo un Brasile e un’Argentina da affrontare.

Forse questo paese dovrebbe trovare un senso, un obiettivo, un seppur minimo fattore di coesione che metta fine a questo vacuo vagare e cianciare del nulla.

Quarantamila scorie di lavorazione non sono un’enormità ?

23 ottobre 2007

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Il 10 ottobre un giudice ha stabilito che i senzatetto di Los Angeles possono dormire sui marciapiedi dalle nove di sera fino alle sei del mattino e che la polizia non ha il diritto di arrestarli.

Le persone che vivono per strada nella città californiana sono più di 40mila.    (Internazionale)

Finanziarie, aziende prospere e famiglie che devono pur mangiare

22 ottobre 2007

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Mastella minaccia di non votare la Finanziaria e di far cadere il Governo: lo fa perchè non è stato difeso a sufficienza nei confronti del vil De Magistris ? oppure perchè mal digerisce la prospettiva di una legge elettorale che farebbe sparire le sterpaglie ? oppure cerca solo un caso per giustificare il suo passaggio su altre sponde, più redditizie ?

Dopo aver visto l’esemplare trasmissione di ottoemezzo, ribattezzata Processo al processo, dedicata da G.Ferrara al caso Cuffaro, dove sul banco degli imputati è finita la Procura di Palermo che ha osato rinviare a giudizio quella faccia onesta del Presidente della Regione Sicilia, il caso De Magistris-Mastella appare solo come un altro capitolo della miseria di questo paese, mentre la più grande azienda italiana continua ad incrementare il suo giro d’affari.  (Corriere della Sera )

Ma a farmi preoccupare maggiormente per la sorte del Governo è l’iniziativa del ministro Rutelli, che ha deciso di scrivere alla Corte dei Conti perchè si occupi dello scandalo del portale Italia.it (La stampa).

Sente aria di smantellamento, il ministro ?

Libero mercato

17 ottobre 2007

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in un libero mercato veramente libero chi compra avrebbe gli strumenti conoscitivi e interpretativi per decidere quale prodotto risponde meglio alle sue esigenze e tutti i prodotti sarebbero facilmente conoscibili e rintracciabili.

non so se in un libero mercato veramente libero il liberistissimo Della Vedova (deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori liberali) sarebbe un prodotto particolarmente appetito, visti gli argomenti stanchi e stantii con cui sostiene le sue legittime posizioni.

perchè Della Vedova ? perchè è l’ultimo, in ordine di tempo, che ho sentito rimproverare a questo Governo un comunismo statalista.

Caccia alle streghe

10 ottobre 2007

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Particolare del Trittico delle delizie di H. Bosch (1510 ca) che rappresenta “l’inferno musicale”; le armonie del paradiso sono qui rovesciate: il liuto, l’arpa, l’organo a manovella diventano strumenti di tortura

A Rignano, dice la Cassazione nelle motivazioni della sentenza che ha portato alla scarcerazione dei cinque indagati, si è manifestato un meccanismo di suggestione a catena tra i genitori, che a loro volta lo hanno riversato sui figli. (Corriere della Sera)

Il meccanismo mi pare lo stesso che si sta manifestando da qualche tempo a livello nazionale, con ondate di autosuggestione indotta, utili solo alle chiacchiere da bar. Purtroppo la chiacchiera da bar, intesa come modalità di comunicazione, è sempre più spesso anche sulle prime pagine dei giornali e delle televisioni.

L’ultima chiacchiera è quella sulla bruttezza e sull’inutilità delle tasse: autorevoli commentatori (Giannino e Polito) sostengono, da fronti politicamente opposti ma culturalmente convergenti (e frequentando gli stessi proprietari di giornali), che le tasse vanno ridotte perché l’individuo è il miglior interprete del bene collettivo. La posizione non è certo nuova ed è sempre stata sostenuta (guarda caso) da chi di soldi ne aveva molti, o abbastanza da potersi permettere di fare da sé.

Ora viene di nuovo sbandierata per attaccare il ministro Padoa Schioppa che ha avuto il coraggio di dire due tra le poche cose intelligenti che si sono sentite in quest’ultimo periodo (ne ha dette altre, ma essendo persona seria non è di moda):

– che esiste una consistente fascia di bamboccioni che resta in casa non perché materialmente impossibilitato a fare altre scelte, ma perché preferisce utilizzare i servizi e le risorse familiari piuttosto che affrontare i rischi e le difficoltà di una vita individuale (e che facendo questa scelta può utilizzare il proprio stipendio per il loisir personale, invece che per le bollette o l’affitto).

– che pagare le tasse che servono per fornire a tutti servizi quali la sanità, l’istruzione o la sicurezza (…) non è cosa così deprecabile.

Le autosuggestioni funzionano a meraviglia quando servono a evitare di guardare in faccia i problemi, magari anche in casa propria: è facile dimenticare un debito pubblico gigantesco accumulato nei decenni passati, quando molti hanno sfruttato la cuccagna dei bot che distribuivano cedole stratosferiche per pagare gli sperperi di una classe politica e di amministratori locali che i bravi cittadini che ora protestano mandavano al Parlamento nazionale o in quelli regionali o comunali; è facile dimenticare l’evasione spaventosa che ha arricchito molti di quelli che certo sanno qual è l’interesse individuale; è facile fruire dei soldi riciclati e puliti da mani che non si pongono il problema di almeno tre regioni completamente in mano alle mafie variamente denominate.
E’ facile dimenticare che vi sono fior di garantisti che sbraitano ogni volta che si vorrebbe mandare in galera qualche politico o amministratore (o amico degli amici) che ha rubato o corrotto. E’ facile dimenticare che non esistono in Europa paesi di Bengodi, ma solo paesi dove il sistema pubblico funziona meglio che da noi. E’ anche facile dimenticare che negli Usa l’istruzione e la sanità di qualità sono pagate a caro prezzo da chi può e i corrispondenti sistemi pubblici non reggono neanche lontanamente il confronto con i nostri.
L’attacco al sistema di tassazione è altra cosa dall’attacco, che deve essere forte e non opportunista, allo spreco che viene fatto dei soldi pubblici. Lo stato sociale, lo Stato, le Istituzioni vanno riformate, non abbattute.

Il senso di cui tutti paiono alla disperata ricerca, come criceti isterici che corrono nelle ruote dentro alle loro gabbiette, non si trova certo individualmente, come sostengono interessati profeti anomici, ma solo in rinnovate forme di costruzione collettiva.

La notte grigia

5 ottobre 2007

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Sono sotto tutela, ma ho una vettura blindata senza benzina. Devo metterla di tasca mia. Quando propongo di usare la mia auto, mi vietano di posteggiarla sotto il palazzo di giustizia e se chiedo come devo fare mi rispondono ” dovrebbe stare a casa“”.  Questo dice ad Annozero Luigi De Magistris, il pm di Catanzaro per il quale il ministro Mastella ha chiesto al Csm il trasferimento cautelare. E conclude: “Una dose di solitudine fa parte del mestiere. Ma qui ne avverto una profonda e inquietante. È la solitudine istituzionale.”

Da una parte i capipopolo, Grillo e Santoro, che difendono i De Magistris e le Forleo e aizzano le masse contro tutto quello che odora di palazzo; dall’altra quelli che sanno come vanno il mondo e la politica, temono il populismo e vedono i rischi derivanti dall’esplosione della rabbia plebea.

Un tempo il magistrato, o il politico, che combattevano contro la mafia e il malaffare, erano eroi. Poi cominciarono, in Sicilia e ancor più con Mani Pulite, le distinzioni, le precisazioni, le prese di distanza, gli attacchi frontali. Oggi è più di moda ricordare i Craxi (grande statista morto in esilio) piuttosto che i Terranova o i Mattarella.

Non so se De Magistris abbia esagerato o usato mezzi illeciti o se Forleo sia andata oltre le sue competenze. So però che mafie e malaffare stanno benone, che controllano completamente almeno tre regioni e che fanno tranquillamente affari nelle zone più civili; so che fare i magistrati o i giornalisti o i politici in certe zone è durissimo, anche per merito di quell’enorme zona grigia di magistrati, politici o giornalisti che quando non sono collusi sono prudenti, realisti e ossequiosi del contesto.

I tempi cambiano, le convenienze pure, la ggente dimentica in fretta, basta mandarla a casa con un nuovo giochino elettronico. Di giornalisti o magistrati che vogliono rompere i coglioni (che non significa avere perciò ragione o necessariamente essere anime immacolate)  ce ne saranno probabilmente sempre meno, affinchè le mafie (o le lobby, come altrove vengono elegantemente chiamate) possano sempre più prosperare.

E’ facile prendersela con Mastella, macchietta di sè stesso,  ma chi ha lasciato accadere che tutti i gatti diventassero grigi ?

Libere coscienze

27 settembre 2007

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Gli ultimi sondaggi mostrano quanto i grilli per la testa facciano male solo al centrosinistra: è comprensibile, visto che la Cdl è nata per moralizzare la politica ed è un esempio quotidiano di etica ed estetica pubblica.

Le invasioni barbariche

25 settembre 2007


(Opliti greci dipinti sul Vaso Chigi)

Curiosa la pervicacia con cui prestigiosi editorialisti, ex comunisti, attivi costruttori del Partito Democratico, si scagliano da tempo contro il concetto di diversità, così come nell’altro millennio rivendicato dal Pci per marcare le differenze con democristiani e socialisti. La diversità veniva descritta in questo modo da P.P.Pasolini, sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974 (riportato da G.Crainz, Il paese mancato):

la presenza di un grande partito all’opposizione come il Partito comunista italiano è la salvezza dell’Italia e delle sue povere istituzioni democratiche. Il Partito comunista italiano è un paese pulito in un paese sporco, un paese onesto in un paese disonesto, un paese intelligente in un paese idiota, un paese colto in un paese ignorante, un paese umanistico in un paese consumistico

Allora, come oggi, vi erano tanti che coglievano l’esistenza e la distanza tra due paesi radicalmente diversi e la pratica della diversità (aldilà della propaganda e dell’orgoglio comunista) era diffusa: negli ambienti del cattolicesimo sociale, tra i socialisti e tra i laici come La Malfa. Gli italiani che si riconoscevano in certi valori, etici e culturali, avevano dei punti di riferimento.

Oggi la situazione è peggiore: il paese è più ricco ma probabilmente più idiota e ignorante, perchè gli unici messaggi culturali trasmessi in modo martellante negli ultimi venticinque anni sono quelli passati dall’asse Boncompagni-Costanzo-De Filippi-Ventura. Il bisogno di un paese diverso è rimasto, anche se il confine si  è spostato , ma non ci sono più punti di riferimento, nemmeno i magistrati di quindici anni fa.

E, di fronte a tutto ciò, gli autorevoli commentatori non se la prendono (e non se la sono mai presa) con l’antipolitica ed il populismo dei partiti di plastica delle sciampiste e di quelli che al bar raccontano quanto ce l’hanno duro. Non se la prendono con chi ha irriso e depotenziato la lotta alla mafia ed agli altri Stati paralleli. No, se la prendono invece con il bisogno di pulizia e, soprattutto, di credibilità, che una parte del paese ancora manifesta, nei modi e attraverso i canali e gli intermediari che le sono stati lasciati.

La piazza di Grillo costruisce ben poco (e, a proposito di età, tra i commenti più lucidi che ho letto vi sono quelli di Scalfari e di Barbara Spinelli,  che non fanno parte della Generazione U) ma i salotti milanesi (o romani) sono quasi sempre organici a questa politica, a questa finanza, a questa informazione,  a questo sdarsi quotidiano senza senso, senza passione e dignità. Ricordano, salotti e commentatori, quello che fu un famoso vignettista, che da ventanni ripete ormai la stessa tavola, lo stesso volgare livore, la stessa paranoica paura.

Arriveranno i barbari ? e da dove, da oriente o da sud ? ed io che cosa mi metto quando arriveranno ?